Titolo Proprio: Gru balearica di Plinio (Grus Balearica Plinij nas, cum iunco aquatico minore equiseti capiyulis)
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 362
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F37(CRANE)
Datazione Stimata: 1603
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 30,1 x 18,3
Tag: uccello, gru, Baleari, G. Griffoni

Aldrovandi riprende la descrizione della gru balearica di Plinio, che ritiene più fedele all'immagine di quella che fa Bellonio della gru balearica, una delle prime descrizioni europee della gru coronata africana. L'uccello, simile per caratteristiche e grandezza alla gru comune, in primo luogo si caratterizza per un ciuffo simile a quello del pavone, formato da numerose penne sottili e delicate di colore dorato che partono dal vertice del capo che è invece nero. Sulle tempie presenta una macchia bianca allungata dalla quale pendono bargigli color carne. Il collo, il petto, il ventre e le zampe sono di colore grigio-bruno, mentre il dorso e le penne delle ali sono nero-verdastre, tranne quelle di media grandezza che sono invece bianche. Nota inoltre che nel disegno inviatogli dal nipote Giuliano Griffoni, suo futuro erede, e da Dionisio Ratta (1548-1597), sembra che la coda manchi oppure sia molto piccola; ritiene inoltre che l'immagine rappresenti il becco troppo corto, poiché nel disegno inviato inviato da Dionisio Ratta era molto più lungo e più simile a quello di una vera gru. La pupilla è nera ed è circondata da un'iride gialla. E' rappresentato vicino ad un giunco acquatico minore dalle infiorescenze simili a quelle dell'equiseto. Aldrovandi aggiunge una notizia storica interessante: alcuni esemplari furono portati in Italia dal Portogallo alla fine del XVI secolo e mantenuti vivi nei giardini di importanti cardinali romani.
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